A Brindisi Federico II rinforzò tutto il sistema difensivo concentrandosi soprattutto sulla sponda del Seno del Levante dove già sorgevano precedenti fortificazioni, valorizzando così le naturali risorse del porto. Di età sveva è il nucleo centrale del castello, poi restaurato dagli Angioini. Il castello federiciano era a pianta quadrangolare, dotato di torrioni angolari e circondato da un fossato sui lati verso terra. Secondo la tradizione Federico soggiornò qui insieme alla seconda moglie, Jolanda di Brienne, nell’appartamento imperiale da cui si accedeva da una porta affacciata sul cortile sormontata da una statua dell’imperatore. In età aragonese Ferdinando I aggiunse un grandioso antemurale, munito di quattro torrioni cilindrici angolari che inglobò l’edificio più antico; il fossato, ricoperto, fu adibito a sotterranei. Ulteriori interventi vennero eseguito sotto Carlo V con l’aggiunta delle due punte difensive sporgenti a pianta poligonale. Castello di Brindisi
A Brindisi Federico II rinforzò tutto il sistema difensivo concentrandosi soprattutto sulla sponda del Seno del Levante dove già sorgevano precedenti fortificazioni, valorizzando così le naturali risorse del porto. Di età sveva è il nucleo centrale del castello, poi restaurato dagli Angioini. Il castello federiciano era a pianta quadrangolare, dotato di torrioni angolari e circondato da un fossato sui lati verso terra. Secondo la tradizione Federico soggiornò qui insieme alla seconda moglie, Jolanda di Brienne, nell’appartamento imperiale da cui si accedeva da una porta affacciata sul cortile sormontata da una statua dell’imperatore. In età aragonese Ferdinando I aggiunse un grandioso antemurale, munito di quattro torrioni cilindrici angolari che inglobò l’edificio più antico; il fossato, ricoperto, fu adibito a sotterranei. Ulteriori interventi vennero eseguito sotto Carlo V con l’aggiunta delle due punte difensive sporgenti a pianta poligonale. 