Nella prima metà del XIII secolo Federico II fa trasferire a Lucera dalla Sicilia una comunità di ribelli saraceni, costruendo sul monte Albano un complesso fortificato comprendente anche il palazzo imperiale, una zecca, caserme e residenze. Il palazzo era un edificio a forma di torre, costituito da un basamento tronco piramidale articolato intorno ad un cortile. Oggi ne restano solo rovine inglobate in una grande cinta turrita eretta in seguito da Carlo I d’Angiò per segnare il confine tra la cittadella dei Francesi e quella dei Saraceni, destinata a essere totalmente cancellata e per trasformare la struttura da palazzo imperiale in vera e propria struttura fortificata destinata ad un permanente presidio militare. La fortificazione angioina non presenta porte di accesso; l’ingresso avveniva forse attraverso passaggi sotterranei a testimonianza della grande importanza strategica rivestita dal sito. Castello di Lucera
Nella prima metà del XIII secolo Federico II fa trasferire a Lucera dalla Sicilia una comunità di ribelli saraceni, costruendo sul monte Albano un complesso fortificato comprendente anche il palazzo imperiale, una zecca, caserme e residenze. Il palazzo era un edificio a forma di torre, costituito da un basamento tronco piramidale articolato intorno ad un cortile. Oggi ne restano solo rovine inglobate in una grande cinta turrita eretta in seguito da Carlo I d’Angiò per segnare il confine tra la cittadella dei Francesi e quella dei Saraceni, destinata a essere totalmente cancellata e per trasformare la struttura da palazzo imperiale in vera e propria struttura fortificata destinata ad un permanente presidio militare. La fortificazione angioina non presenta porte di accesso; l’ingresso avveniva forse attraverso passaggi sotterranei a testimonianza della grande importanza strategica rivestita dal sito. 