XIV Secolo

19Le donne, a partire dalla prima metà del XIV secolo, iniziarono a cambiare il loro modo di vestire poiché avevano l’esigenza di mettersi in mostra. Tra i tessuti, la lana rimase il materiale più importante grazie alle sue numerose qualità, come la possibilità di essere tinta e la caratteristica di essere un buon isolante termico. La lana era utilizzata nella realizzazione degli “strati” più esterni come mantelli o pelicon o per le calze che solitamente erano cucite “a tubo” (senza la forma del piede). Il lino, invece, era utilizzato per i capi a diretto contatto con la pelle, per la maggiore delicatezza del tessuto, come ad esempio la camicia. La seta era il tessuto più raffinato conosciuto all’epoca, impreziosita da ogni tipo di ricamo; le nobili potevano anche permettersi i costosi tessuti in damasco o in broccato la cui nascita è datata proprio nella prima metà del XIV secolo quando si cominciò ad impreziosire i tessuti in damasco con fili d’oro e d’argento con effetti in rilievo. Tessuti preziosi come seta, damasco e broccato erano un’esclusiva dei ricchi, del clero e dei regnanti.   20   I colori delle vesti erano sgargianti e contrastanti nei ranghi alti, mentre erano scuri o sbiaditi nei ranghi bassi. Il colore nero, nel XIV secolo, non era particolarmente usato in quanto veniva associato all’idea di morte e di lutto, di tristezza e di dolore. In genere gli abiti femminili nobili erano di colore blu, verde smeraldo, porpora, viola o rosso in contrasto con bianco, fucsia, arancione e turchese.           21   A partire dal 1360 scomparvero le vesti femminili ampie e tutto d’un pezzo che ricoprivano interamente le donne e al loro posto comparvero abiti che mettevano in risalto la figura e le forme attraverso anche la presenza di scollature molto ampie. Le donne che si occupavano dei mestieri erano solite indossare la camicia e la sottoveste, con sopra un grembiule per proteggerla durante le mansioni.           17   All’aperto le donne utilizzavano ampi mantelli. Alla fine del XIV secolo, si diffuse un nuovo indumento invernale: lo houppelande (o anche pellarda, pellanda o oppelanda). Si trattava di una sorta di ampio mantello chiuso, confezionato con una grande quantità di tessuto, con una piccola apertura per il collo con larghe maniche. Questo particolare tipo di “cappotto” chiuso, tra le donne abbienti, era impreziosito da tessuti pregiati, da festonature e da gioielli.           22   A partire dal 1380 si iniziò a diffondere un nuovo tipo di abito ampiamente aperto dall’ascella ai fianchi in modo da mostrare le forme avvolte nella stretta veste sottostante; la gonna, senza interruzioni di vita, era molto ampia ed importante e spesso era più lunga di qualche centimetro rispetto all’altezza di chi la portava da formare uno strascico.           24     In Italia, con l’avvicinarsi della metà del secolo, si iniziò ad accettare che una donna mostrasse i capelli; molte donne quindi acconciavano i propri capelli con nastri o intrecciavano i capelli facendo passare le trecce intorno alla testa, la maggior parte delle volte senza copricapi o veli. Il soggolo (una fascia di fibra di lino o seta che passava sotto la gola e veniva fissata sulla testa circondata da una rigida fascia) o il velo, invece, già in uso nei decenni precedenti, era indossato dalle donne più anziane e dalle vedove.         23Dalla seconda metà del XIV secolo, vi fu un ulteriore cambiamento nelle acconciature e nei copricapi femminili. Le donne nobili sposate, che già erano solite intrecciare i capelli attorno al capo in vari modi, decorando le loro trecce con nastri o gioielli, iniziarono ad usare la retina come contenimento delle trecce, conosciuta col nome di crespina; si trattava di una rete in metallo in cui vi erano inserite perle di diverse dimensioni. I capelli delle donne comuni venivano invece raccolti semplicemente con trecce attorcigliate su se stesse o attorno al capo. Le donne ancora nubili lasciavano i capelli liberi. Rimasero di uso comune i veli o le stoffe tra le donne vedove o le donne di chiesa; il soggolo diffuso per le suore. Le donne contadine indossavano un cappello di paglia o un fazzoletto nelle stagioni calde, da poter bagnare per rinfrescarsi.